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Accoglienza alle donne vittime di violenza

Quintavalle ha sottolineato quanto siano preoccupanti i dati statistici: nella Asl Roma 4 nel 2017 ci sono stati 53 casi. Un tavolo tecnico presso l’Autorità di sistema portuale per coinvolgere tutti gli attori interessati al percorso di accoglienza  e supporto. Un’iniziativa fortemente voluta dall’azienda sanitaria

CIVITAVECCHIA - Accoglienza delle donne vittime di violenza al centro di un tavolo tecnico presso l’Autorità portuale. La Asl Roma 4 ha fortemente voluto questo incontro per creare una rete funzionale ed efficace di sostegno alle donne vittime di violenza. A rispondere alla richiesta sono intervenute le numerose associazioni che svolgono la loro attività sul territorio aziendale, i rappresentati delle forze dell’ordine e degli istituti penitenziari, gli avvocati, i rappresentanti dei comuni, gli operatori sanitari che sono a contatto diretto con le donne vittime di violenza, e i rappresentanti degli enti locali. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che si è detto disponibile a futuri progetti di collaborazione. Il direttore generale Giuseppe Quintavalle ha sottolineato quanto siano preoccupanti i dati statistici sulla violenza di genere. Una donna su tre in italia ha subito violenza.

Nella Asl Roma 4 nel 2015 ci sono stati 52 casi di violenza domestica di cui 4 di violenza sessuale accertata, nel 2016 97 violenze domestiche di cui 4 violenze sessuali accertate, dal 1 gennaio al 15 novembre 2017 53 casi di violenza domestica di cui 5 di violenza sessuale accertata. Gli sportelli antiviolenza sono una realtà consolidata della strategia aziendale per la lotta alla violenza di genere. Grazie al contributo delle associazioni Differenza donna e Donne In cerchio – karibù, che li gestiscono direttamente. L’intento principale del tavolo tecnico, in vista dello sportello all’ospedale San Paolo del 24, è stato proprio quello di coinvolgere in modo diretto tutti gli attori nel percorso che può spingere la donna a rivelare finalmente la violenza subita ed iniziare un percorso di liberazione grazie al personale qualificato che ne curerà la tutela in primis e tutti gli aspetti psicologici e pratici che ne derivano.

(16 Nov 2017 - Ore 19:54)

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