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«Riqualificazione ambientale quasi conclusa»

L’Autorità Portuale chiarisce la situazione relativa ai terreni posti sotto sequestro ad Aurelia dalla Gdf: «Dal 2012 abbiamo speso 470.000 euro per rimuovere 576 tonnellate di rifiuti non contenenti amianto e i tetti dei vecchi capannoni della fabbrica di alluminio. Ora sono rimasti dei frammenti non pericolosi per la salute. Materiali scaricati abusivamente in passato». Nel 2002 Moscherini acquistò i 14 ettari, poi arrivò Di Marco

DISCARICA AMIANTO

CIVITAVECCHIA - «Il procedimento di ripristino ambientale dell’area ex stabilimento S.P.C.N. a borgata Aurelia, acquistata dall’Autorità Portuale nel 2002, è stato avviato nel 2012 e completato per circa il 90% delle attività previste e concordate dall’ente con la Asl Rm F». Lo dichiara in una nota l’ufficio stampa di Molo Vespucci, dopo che mercoledì scorso il Roan della Guardia di Finanza aveva posto sotto sequestro l’area su cui era stata aperta un’indagine in seguito alla segnalazione della presenza di rifiuti, tra cui materiali che potrebbero contenere fibre di amianto».

«Ad oggi - spiega l’Authority - per il completamento della riqualificazione ambientale, secondo il piano concordato con la Asl ed i rapporti delle attività eseguite dalla Seport, rimane da eseguire soltanto la rimozione di alcuni rifiuti non contenenti amianto e la rimozione di frammenti dispersi di MCA (materiali contenenti amianto): piccoli frammenti dispersi tra l’erba o il terreno, non fratturati e di matrice non friabile, quindi non pericolosi per la salute».

L’Autorità Portuale, dunque, pur essendo l’ente proprietario dei terreni, è quello che da questa vicenda esce maggiormente danneggiato: finora, infatti, per ripristinare l’area dal deposito di rifiuti abusivi che nulla hanno a che vedere con la propria attività e per rimuovere i materiali contenenti amianto dai capannoni della fabbrica di allume attiva nella prima metà del ‘900, Molo Vespucci ha speso circa 470.000 euro, e per portare a termine l’intervento serviranno altre migliaia di euro, visto che non è da escludere che nel frattempo altri ignoti si siano introdotti nell’area scaricando altri rifiuti, che quindi necessiteranno di una nuova caratterizzazione per definire le procedure di smaltimento.

«Finora - scrive nella sua nota l’Authority - sono stati rimossi i tetti dei capannoni industriali presenti all’epoca dell’acquisto, insieme a diversi chilogrammi di MCA abbandonati da ignoti all’interno dell’area e sono state smaltite circa 576 tonnellate di rifiuti non contenenti amianto».

Nel 2012, nei mesi successivi al suo insediamento, il presidente Pasqualino Monti delegò il dirigente dell’Ufficio Ambiente dell’Autorità Portuale, ing. Calogero Burgio, a programmare e mettere in atto, di concerto con gli uffici tecnici dell’ente, tutte le azioni necessarie alla riqualificazione ambientale dell’area, acquistata 10 anni prima, senza essere utilizzata, e fino ad allora delimitata soltanto da un muro di cinta in laterizi e da una recinzione in paletti e rete danneggiata in più punti, in modo tale da consentire a chiunque l’accesso abusivo ai terreni che nel corso del tempo erano diventati una vera e propria discarica di rifiuti di diversa natura.

L’Autorità Portuale incaricò la Seport srl della caratterizzazione delle diverse tipologie di rifiuti presenti sull’area e di verificare lo stato di conservazione di alcune copertura e l’eventuale presenza di materiali contenenti amianto. Tra il 2013 e il 2014, sono state avviate una serie di attività che hanno portato alla rimozione di rifiuti speciali non contenenti amianto, alla rimozione di materiali contenenti amianto in cumuli, alla rimozione delle coperture in MCA e al necessario rifacimento della recinzione perimetrale, con la previsione della relativa videosorveglianza, in modo da rendere più difficoltoso l’accesso abusivo nell’area.

«Nei giorni scorsi - conclude la nota - gli uffici dell’ente hanno messo a disposizione della Guardia di Finanza tutta la documentazione utile a ricostruire il procedimento amministrativo realtivo alla riqualificazione ambientale dell’area, fornendo elementi utili a chiarire il carattere residuale e assolutamente non rischioso per la salute delle operazioni da svolgere, nello spirito di massima attenzione alle questioni rilevanti per la tutela della salute e dell’ambiente che hanno informato l’azione amministrativa ed istituzionale dell’Authority rappresentata da Pasqualino Monti, da Presidente e, attualmente, da Commissario».

(26 Set 2015 - Ore 19:01)

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