Data: 31/03/2003 12:27

"Carbone, ora ci sono garanzie"

Dopo una settimana di accuse i sostenitori del progetto Enel si difendono: "Il 30 gennaio il progetto non poteva essere approvato, ma ora l'ente ha assicurato la riduzione di taglia ed emissioni e tutela occupazionale"

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Parola alla difesa. Dopo una settimana di accuse al vetriolo nei confronti di quanti hanno votato sì alla riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord i sostenitori del progetto, interni ed esterni alla massima assise cittadina, spiegano il perché della propria scelta. Pur con dei distinguo, la motivazione è la stessa: il 30 gennaio non c’erano garanzie per approvare il progetto, il 25 marzo queste garanzie, sono arrivate e sono rappresentate dalla riduzione di taglia ed emissioni, l’utilizzo di nuove tecnologie, rassicurazioni per l’impiego della manodopera locale e delle imprese anche per la manutenzione e la possibilità del sindaco di chiudere la centrale nel caso di mancato rispetto dei limiti. I consiglieri di Forza Italia Berardozzi e Di Marco, insieme al presidente della III circoscrizione Biferali, replicano a chi li accusa di “tradimento della volontà popolare”. “Il voto del 25 marzo va considerato come un successo della città, affermano, perché premia lo sforza fatto per non privarla di un investimento che ne può condizionare lo sviluppo senza mettere a repentaglio salute, ambiente ed occupazione. L’unica risposta infatti all’imperiosa domanda di lavoro è rappresentata solo dal nuovo progetto dell’Enel e pertanto, concludono Berardozzi, Biferali e Di Marco, ci sentiamo orgogliosi di essere stati dalla parte dei cittadini meno fortunati dei neo politicanti con posto fisso che strumentalizzano, sulla pelle dei disoccupati, una situazione contingente”. “Chiedo scusa alla città se sono incorsa in un fraintendimento ma è bene chiarire che un’opinione si può cambiare e che se non si crede più in un’idea si ha il diritto di abbandonarla”, afferma invece il consigliere di AN Annita Cecchi. “Non si poteva nuovamente respingere una proposta chiaramente migliorativa a livello ambientale, socio-economico ed occupazionale, prosegue, e nell’ordine del giorno del 25 marzo vengono definiti i contenuti della convenzione che verrà sottoscritta. E’ il frutto di un’abile trattativa, conclude la Cecchi, che porterà la città ad uscire da un’ingessatura che i troppi e continui no hanno determinato, impedendole di esportarsi nel futuro”. “L’ordine del giorno favorevole alla riconversione di TVN, sostiene invece Massimo Rosati, presidente del consorzio Comind, è frutto di una maggioranza posticcia e trasversale che mina alle radici il governo della città ma da sempre su temi politici di grande importanza è necessario arrivare a valutazioni che non possono e non devono essere collocate nell’ambito di un’indicazione di partito. A livello imprenditoriale ringrazio gli amministratori per la scelta, conclude Rosati, ora sta a noi imprese sviluppare un sistema di alto livello che riesca ad intercettare i lavori di riconversione senza ricorrere ai fornitori esterni ed a fare in modo che questo periodo di lavoro qualifiche le imprese per affrontare senza strappi le sfide del dopo riconversione”. Infine, Francesco Turchetti, dell’UGL Civitavecchia, invita politici, sindacati, comitati e società civile a non focalizzarsi solo sul caso carbone ma a guardare anche alle altre problematiche, cercando di non alimentare la divisione creatasi in città.

 

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