Data: 29/03/2003 13:55

Litigano e si lancia con il camion contro casa di lei

Gesto folle di un autotrasportatore civitavecchiese, che con il suo mezzo ha semidistrutto l'abitazione della donna con cui da tempo aveva una relazione abbastanza tormentata

Notizia:
Si lancia con il camion contro la casa della sorella della compagna per cercare di eliminare quelli che riteneva fossero gli ostacoli alla loro relazione. Orlando Pierantoni, autotrasportatore civitavecchiese di 50 anni, ieri sera si è messo alla guida del suo Iveco 330 ed è andato prima contro il cancello dell’abitazione e poi ha abbattuto un’ala intera della casa. La donna, la sorella e suo cognato hanno chiamato il 113 e Pierantoni ha aggredito anche gli agenti, mandandone tre all’ospedale. Ricoverato lui stesso, è stato arrestato. I fatti sono accaduti stanotte, sull’Aurelia all’altezza della Scaglia. Già dal pomeriggio, Pierantoni e la donna si erano incontrati ed avevano avuto l’ennesimo screzio. La loro relazione, secondo quanto poi appurato dalla Polizia, sembra andasse avanti già da un anno e sarebbe stata sempre molto tormentata. La donna infatti più volte avrebbe segnalato episodi violenti subiti dall’uomo, a suo dire dedito all’alcool e di carattere irascibile, ma evidentemente non poteva immaginare cosa sarebbe potuto accadere. Verso le 23.30, il Pierantoni è salito sul tir e a marcia indietro ha travolto gli oggetti trovati sul suo cammino: dal cancello alle piante e persino i pali della luce. Il mezzo non si è fermato nemmeno in prossimità della casa. Anzi, ha proseguito la pazza corsa fino a colpire ripetutamente un’intera parete facendola crollare e rendendo così instabile l’intera struttura. A quel punto è stata chiamata la polizia. Gli agenti hanno cercato di bloccare l’uomo che invece di fermarsi, per tutta risposta ha inserito la prima marcia e, minacciando di investirli, ha travolto e distrutto due volanti. Non si è fermato nemmeno dopo che sono stati sparati alcuni colpi in aria. Tre poliziotti sono dovuti entrare nell’abitacolo e per immobilizzarlo sono finiti al San Paolo con prognosi di 10, 7 e ancora 7 giorni. Una volta calmatosi, Pierantoni ha spiegato agli uomini del dottor Quarantelli di aver agito in questo modo perché convinto di non essere ben visto dai familiari della donna che ostacolavano la relazione. Le accuse sono di tentato omicidio, resistenza, lesioni, danneggiamento aggravato e minacce.

 

TORNA ALLA RICERCA ARCHIVIO