Data: 27/03/2003 17:38

Nasce un comitato popolare per l'acqua

Ladispoli. Il gruppo analizzerà la situazione di carenza idrica mondiale ma anche il problema nell'ambito locale

Notizia:
LADISPOLI - Più di un miliardo e quattrocento milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile, il rischio maggiore è che diventino più di tre miliardi nel 2020. Anche nei paesi sviluppati come l’Italia, è diventato sempre più costoso accedere all’acqua dolce di qualità: a riflettere su questo problema sono i promotori di un comitato popolare per l’acqua, Prc e gruppo consiliare autonomo di Itri. “Il contrasto è evidente ed inaccettabile tra le zone dove la carenza d’acqua è un problema di vissuto quotidiano e le zone dove gli sperperi, dovuti ad un’agricoltura intensiva, ad attività produttive inquinanti e ad usi domestici irragionevoli, si traducono in una dilapidazione del patrimonio idrico comune - scrivono i fondatori - adesso attraverso le direttive del Wto, l’Organismo per il Commercio Mondiale e il Gats, una normativa europea che recepisce le indicazioni del Wto, si è avviato il processo di privatizzazione dell’acqua recepito anche attraverso leggi nazionali.” Si è arrivati a una fase della storia caratterizzata dal un rapporto fra comunità umane ed ecosistema, incluso in un “mondo interdipendente finito, questo divenire ci appartiene in comune, dipende dalle nostre azioni e la società deve garantire a ogni essere umano l’accesso alla vita, realizzando sistemi sostenibili di proprietà, divisione, gestione e conservazione delle risorse vitali disponibili - affermano i membri del gruppo - questa rivoluzione passa per il controllo delle regole che governano l’utilizzo e la protezione dell’acqua che al pari dell’aria è la principale fonte di vita per qualsiasi forma vivente dell’ecosistema terra.” I cittadini coinvolti quindi concludono che l’acqua deve rimanere un bene pubblico ed un diritto e che tutti devono poter partecipare alla sua gestione. “Ribadiamo la necessità di controllo democratico degli interessi della collettività e la chiarezza degli obiettivi dell’autorità di governo, per scelte partecipate e un controllo democratico, per un criterio di progressività dei prezzi e il controllo degli abusi, non può essere esposta anche l’acqua all’assalto di speculazioni” asserisce il comitato, contattabile via e-mail all’indirizzo comitatoacqua@credo.it anche per contribuire ai lavori del gruppo.

 

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