Data: 04/03/2003 16:32

Sinatti: "Bisogna salvare il verde pubblico dalla malattia"

Ladispoli. L'amministrazione interverrà col taglio di alcuni alberi per impedire che i parassiti compromettano tutta la flora

Notizia:
LADISPOLI - L’amministrazione Ciogli ha iniziato negli ultimi giorni la campagna di salvaguardia del verde pubblico dei giardini di via Ancona e via Odescalchi. Sono state adottate alcune decisioni difficili: “per salvare i pini dei giardini saremo costretti ad abbatterne tredici - ha spiegato l’assessore all’ambiente, Massimo Sinatti - per questi alberi non c’è più niente da fare e se non ricorriamo ai ripari la loro malattia potrebbe colpirne molti altri, depauperando il patrimonio verde di Ladispoli. Dalla perizia che abbiamo commissionato all’università della Tuscia di Viterbo, è emerso che i pini sono stati minati da un insetto della famiglia degli scolitidi che attacca la pianta dall’interno.” Le larve si sviluppano nel tronco e arrivano fino alle radici per cui dopo aver abbattuto gli alberi verrà sradicata anche la “ceppaglia” e bruciata. Verranno installate dispositive per catturare gli insetti (la malattia si propaga attraverso le radici e la chioma). “Non possiamo perdere tempo, altrimenti sarà il disastro” aggiunge l’assessore. L’opera di bonifica è coordinata dal dirigente dell’ufficio ambiente comunale, Luciano Rinaldi. La salvaguardia del verde pubblico prevede altri interventi. L’amministrazione Ciogli è intervenuta per tutelare il bosco di Palo Laziale, uno degli ambienti naturali più rari in Italia. “Alcuni alberi sono malati ed insieme agli esperti stiamo valutando come correre ai ripari. Non possiamo assolutamente correre il rischio di perdere questo immenso patrimonio – ha concluso l’assessore Sinatti – nei prossimi giorni elaboreremo una strategia alternativa, tentando in tutti i modi di non dover ricorrere anche nel bosco di Palo al taglio delle piante”. Se l’intervento volto a preservare l’ambiente dovesse comportare la perdita di piante che da molto tempo si trovano nel territorio sarebbe un peccato, si auspica che l’azione degli esperti serva quindi a mettere al sicuro la maggior parte della flora presente.

 

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